Vitigni

Cose è l’uvaggio bordolese

Il termine uvaggio bordolese si usa praticamente ovunque, Italia compresa. Si tratta di un mix, blend, assemblaggio, -chiamatelo un po’ come volete- che utilizza le 3 varietà più impiegate anche a Bordeaux. Le percentuali possono variare. A non cambiare invece sono i protagonisti, su tutti Cabernet Sauvignon e Merlot. Il risultato di un vino ottenuto con uvaggio bordolese? Generalizzando, potremmo dire che il vino che si ricava mescolando queste uve ha complessità, abbondanza di tannini, specie da giovane, e una capacità, senza eguali, di reggere il tempo in bottiglia. Quanto tempo? Nei casi dei top châteaux di Bordeaux anche 50/60 anni.

Dopo ogni descrizione di testo trovate l’immagine del vitigno a cui si riferisce. Ad esempio: testo sul Merlot e foto di un grappolo di Merlot e via di seguito.

Merlot

 

Varietà precoce. Il Merlot probabilmente è l’uva rossa più coltivata al mondo. A Bordeaux trovate più della metà del Merlot coltivato in Francia. Solitamente ama i terreni pesanti come l’argilla, ma questa è solo un’indicazione di massima. A Bordeaux trovate parecchio Merlot negli châteaux della riva destra. Tuttavia esistono casi in cui la quota di questo vitigno arriva al 100%. Questo accade anche nei vini di alcuni châteaux molto buoni, famosi e costosi, come  i vini di Petrus e Le Pin. I descrittori più ricorrenti del Merlot sono: mora e prugna e una parte balsamica di anice.

Merlot

Cabernet Sauvignon

 

Studi hanno messo in luce che i progenitori di questo vitigno sono il Cabernet Franc e il Sauvignon Blanc. Il Cabernet Suvignon è un’uva tardiva. Il ‘difficile’ sua coltivazione è quella di portarla a maturazione, specie con un clima piovoso come quello di Bordeaux. Nonostante questo il Cabernet Sauvignon è la varietà più coltivata a Bordeaux. Solitamente questo vitigno viene piantato su terreni ghiaiosi. Uno dei maggiori aficionados del vitigno, tanto che lo introdusse nel Médoc è stato il famoso Baron de Brane. Nei vini della riva sinistra è spesso la varietà più presente nell’uvaggio. In alcune aziende, sempre della riva sinistra, è addirittura presente al 100%: es nel primo vino di Château Haut-Bailly di metà anni ’90. I descrittori più ricorrenti del Cabernet Sauvignon generalmente sono: ciliegia, ribes nero, leggera nota di peperone.

Cabernet Franc

 

Produce vino con meno corpo e tannino rispetto al Cabernet Sauvignon, di cui è il papà. L’origine del Cabernet Franc è piuttosto incerta. A Bordeaux viene anche chiamato Bouchet. Probabilmente il Cabernet Franc o un suo antico antenato in epoca romana era chiamato Biturica. A Bordeaux si trova praticamente un terzo delle vigne di questa varietà presenti in Francia (è molto coltivato anche nella Valle della Loira). Il Cabernet Franc si adatta bene a numerose tipologie di terreni. Questa varietà viene coltivata in particolare nelle aziende della riva destra, ma non come varietà dominante. Nonostante questo si trova in abbondanza nei blend di diverse aziende top come: Cheval Blanc e Angélus. I descrittori più ricorrenti del Cabernet Franc sono: fiori rossi (geranio) e frutta rossa.

Petit Verdot

 

Varietà tardiva che ha difficoltà a maturare del tutto. Preferisce condizioni davvero hot nel senso di climaticamente calde, quindi state calmi e non fate strani pensieri… Le sue origini sono incerte, anche se probabilmente arriva dalla zona dei Pirenei. Al blend, come detto chiamato uvaggio bordolese, il Petit Verdot contribuisce, solitamente, donando: colore, acidità e tannino. Di recente ha ripreso appeal, specie a Saint-Émilion, anche se non raggiunge mai percentuali alte nei vini a cui ‘partecipa’. I descrittori più ricorrenti del Petit Verdot sono: sensazioni speziate, ginepro

Malbec

 

Varietà che produce vini muscolari e piuttosto ricchi di colore. Probabilmente ha origine nella zona di Cahors, oggi il Malbec è molto diffuso anche in Argentina. A Bordeaux era molto utilizzato specie nel XIX secolo. Il Malbec viene anche chiamato Côt. I descrittori più ricorrenti del Malbec sono: piccoli frutti scuri e legno di cedro, spceie dopo anni di affinamento in bottiglia.

 

Carmenère

 

Varietà tardiva. Generalmente il Carmènere apporta all’uvaggio bordolese corpo, acidità e tannino. Contrariamente al passato oggi viene comunque impiegato in quantità davvero basse. È conosciuto anche con altri nomi, come ad esempio Carbernell. Da studi scientifici è emerso che questa varietà è un incrocio tra Gros Cabernet e Cabernet Franc. I descrittori più ricorrenti del Carmènere sono: note speziate e sensazioni balsamiche.

 

 

 

 

photo credits Luca D’Attoma

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