Château Canon vino

 

Chateau Canon 2014

90+/100

94/100 in abbinamento

 

Château Canon 2015

95/100

96+/100 in abbinamento

Per entrambi i vini la prevalenza, siamo sulla riva destra, è composta da Merlot, oltre il 70% .

Affinamento in legno 18 mesi di cui il 70%

Per le percentuali esatte di uvaggio in rapporto al sito dell’azienda. Fighissimo e finissimo il video che illustra l’annata 2015

Abbinamento: animelle dorate con funghi porcini, piatti del 2020 della Trattoria Amerigo a Savigno (1 stella Michelin)

Château Canon annate

La gioventù regala tanto frutto, in prevalenza scuro, che corre lungo tutto il sorso, dall’inizio alla fine. Dopo la partenza su frutto scuro per entrambi le due annate si dividono, pur non separandosi mai del tutto. La vera differenza si avverte successivamente nella parte centrale del sorso. Nel 2015 il medio palato è più complesso, grazie a note di menta, spezie e legno di cedro, lasciando in sottofondo, già prima della chiusura, la tipica sapidità delle uve che crescono sui terreni del plateau di Saint-Émilion. La 2014 invece ha una progressione più semplice, senza tuttavia essere banale, su sensazioni di eucalipto, peperone –mai troppo spinto- e menta. Per entrambi la chiusura triangola tra frutto, cremosità di mandorla e sapidità. Tannini fitti per entrambi, più dolci nella 2015.

Se fosse…….

 

Se fosse qualcosa di diverso dal primo vino di Château Canon, sarebbe il blu. Un colore? Certo, perché sta bene su tutto, come questo vino, come avrete modo di comprendere continuando a leggere. Il blu è un colore primario, quindi essenziale, rigoroso, come lo stile del Grand Vin di Château Canon. Un vino che ha stile, risultando sempre essere sobrio, ma riconoscibile, elegante ma non per questo essenziale o troppo rarefatto, come il blu. Il blu infatti non lo si vede ma lo si nota, senza contare che le sue sfumature di questo colore sono sempre diverse ma, come in questo vino, sempre raffinate perché sfumate.

Abbinamento

 

La scelta potrebbe essere stata più ampia. Non è detto infatti che con altre annate, specie quelle passate, il suggerimento possa cambiare. L’animella è, come spiego qui, una ghiandola. In cucina si usa quella dei bovini giovani. Bisogna fare attenzione nel pulirle. Consiglio? Fare come me e andarle a mangiare al ristorante. Essendo di Bologna vado in un posto non in città ma un po” fuori. Il ristorante, in realtà una trattoria, ha una stella Michelin, meritata, perché basata su di una cucina di collina di sostanza. Il piatto in abbinamento con Château Canon è cucinato dalla Trattoria Amerigo a Savigno. L’animella qui è rosolata nel burro, come del resto funghi porcini in abbinamento. Potrebbe essere un abbinamento da bianco, perché l’animella ha un sapore dolce e non troppo aggressivo e, oltre a questo, la rosolatura nel burro enfatizza il lato dolce del piatto. Château Canon con la grazie che lo caratterizza, anche da giovane e persino in annate calde riesce nel compito. La nota di mandorla del finale infine è utile a bilanciare la terrosità del fungo.

Curiosità Croix Canon secondo vino Château Canon

Molto buono anche il secondo vino di Château Canon chiamato Croix Canon (come è fatto lo trovate qui). Come abbinamento vista la quota più alta di Merlot vedrei meglio dei salumi. Roba anche parecchio ignorante, ma gustosa, come quelli realizzati con le parti meno nobili del maiale. Per quanto mi riguarda penserei alla coppa di testa o se siete in Toscana a un biroldo. Un consiglio finale se non li conoscete, comprateli, assaggiateli, ma senza guardare con cosa sono fatti…..

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